Contratti di fornitura non richiesti per le utenze di Gas ed Energia Elettrica - Come difendersi

Sempre più spesso accade che, nell’ambito del “traffico” commerciale di utenze di Gas ed Energia Elettrica,  qualche ignaro utente si ritrovi come fornitore una delle numerose società di vendita che popolano il mercato libero, che però non ha scelto o che peggio della quale non ne conosce nemmeno l’esistenza. Facciamo ora una piccola digressione per capire come mai così tante società di vendita operano nel mercato energetico di oggi:

La liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica si è realizzata in Italia per effetto del decreto legislativo del 16 marzo 1999 n. 79, che ha recepito la direttiva n. 96/92/CE del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica. Noto come decreto Bersani (da Pier Luigi Bersani, all’epoca ministro dell’Industria), il decreto legislativo n. 79/’99 ha stabilito che sono completamente libere le attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, mentre le attività di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato, che le attribuisce in concessione al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN). Ciò vuol dire che il mercato è libero e che chiunque in qualsiasi momento, può scegliersi il proprio fornitore (società di vendita) per le utenze di Gas ed Energia Elettrica sottoscrivendo semplicemente un contratto nel quale vengono specificate tutte le condizioni del servizio offerto e il prezzo applicato in fattura (bolletta). Purtroppo però può succedere anche che un giorno voi riceviate una bolletta da un altro fornitore e non ne capiate la ragione. Il fenomeno purtroppo è diffuso in tutto il territorio nazionale e proprio per arginare questo “traffico” non autorizzato di utenze tra le società di vendita a scapito degli ignari utenti, l’Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico (AEEGSI) ha deliberato in materia. Giusto per specificare la sopra citata Autorità è un organismo statale che regola il mercato energetico e “legifera” nel settore disciplinando, delibera dopo delibera, una materia tecnicamente molto complessa e articolata. Le delibere sono consultabili alla pagina internet (http://www.autorita.energia.it)

Stiamo parlando dell’Allegato A alla deliberazione 19 aprile 2012, 153/2012/R/com, modificato ed integrato con la deliberazione 208/2016/R/eel che tratta delle “MISURE PREVENTIVE E RIPRISTINATORIE NEI CASI DI PRESUNTI CONTRATTI ED ATTIVAZIONI NON RICHIESTI DI FORNITURE DI ENERGIA ELETTRICA E/O DI GAS NATURALE”.

In primis l’Autorità, all’articolo 3, disciplina dei protocolli di autoregolamentazione, dei quali si dotano facoltativamente le società di vendita che devono essere contenuti nel proprio sito internet “con adeguata evidenza” ed il testo integrale deve essere scaricabile.Tale protocollo deve riguardare:
a) l’attivazione di procedure ulteriori rispetto agli adempimenti già previsti dalla regolazione dell’Autorità, volte a prevenire il fenomeno dei contratti e delle attivazioni non richiesti;
b) l’individuazione del soggetto o della funzione aziendale, diversa dalla funzione commerciale, responsabile del controllo e del monitoraggio dell’attuazione del protocollo;
c) le misure previste in caso di mancato rispetto del protocollo di autoregolazione.

All’art. 4 l’autorità impone le modalità di identificazione dell’agente commerciale che deve “identificarsi, esibendo al cliente finale un documento dal quale risultino: i propri elementi identificativi associati all’indicazione “agente di vendita”; il nome dell’esercente la vendita per cui opera; un recapito telefonico dell’esercente medesimo, in grado di confermare al cliente che il contatto è finalizzato alla conclusione di un contratto di fornitura nel mercato libero. Il documento non può indicare recapiti diversi da quelli telefonici dell’esercente la vendita.”

All’art. 5 troviamo indicata la condotta che devono tenere i venditori nel caso di contratti stipulati al di fuori dei locali commerciale o a distanza tipo il telelmarketing. “Il venditore, immediatamente dopo la conclusione del contratto e prima di inoltrare al SII (Sistema informativo integrato) o all’impresa di distribuzione la relativa richiesta di switching e/o di accesso per sostituzione deve:

a) inviare al cliente finale una lettera di conferma rispondente ai requisiti indicati al successivo comma 5.2;
b) in alternativa, nei soli casi di contratti conclusi in luogo diverso dai locali commerciali del venditore, acquisire la conferma della volontà contrattuale del cliente, mediante una chiamata di conferma rispondente ai requisiti di cui al successivo comma 5.3.
5.2 La lettera di conferma di cui al precedente comma 5.1, lettera a), deve:
a) essere inviata al domicilio del cliente finale assicurando la registrazione della data di consegna al vettore incaricato della consegna al cliente finale;
b) informare il cliente finale che al venditore risulta stipulato un contratto di fornitura con il cliente finale medesimo, indicando il servizio oggetto del contratto e l’indirizzo di fornitura;
c) specificare che il contratto di cui alla precedente lettera b), sarà eseguito in luogo di quello in base al quale il cliente finale è attualmente fornito, indicando la data di avvio dell’esecuzione del contratto riportata nel contratto ai sensi dell’articolo 11, comma 11.1, lettera b), punto ii), del Codice di condotta commerciale;
d) indicare l’offerta commerciale oggetto del contratto stipulato, specificando che si tratta di un’offerta di mercato libero;
e) indicare la data, il luogo e le modalità di stipulazione del contratto;
f) indicare un recapito per richiedere informazioni o inoltrare un reclamo;
g) indicare la data di consegna della comunicazione al vettore incaricato della consegna al cliente finale.
5.3 La chiamata di conferma di cui al precedente comma 5.1, lettera b), deve:
a) prevedere la registrazione della data, ora e minuti di inizio e fine della chiamata, del numero di telefono chiamato e la registrazione su supporto durevole della conversazione, previa acquisizione del consenso da parte del cliente;
b) essere indirizzata a un numero telefonico riconducibile al cliente (abitazione, cellulare, ufficio);
c) svolgersi, successivamente all’acquisizione del consenso del cliente alla registrazione, secondo una traccia predefinita che prevede i seguenti passaggi:
i. l’operatore si qualifica indicando il nome dell’impresa di vendita e chiede al cliente di fornire le proprie generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita);
ii. l’operatore informa il cliente che l’impresa di vendita ha acquisito un contratto per la fornitura di un’utenza intestata al cliente stesso, specificando il servizio fornito e il nome dell’offerta;
iii. l’operatore chiede al cliente di confermare la propria volontà di stipulare il nuovo contratto e, in caso di risposta affermativa, chiede al cliente di confermare di essere consapevole che il nuovo contratto sarà eseguito in luogo di quello attuale.
5.4 In sede di acquisizione del consenso del cliente finale alla registrazione della chiamata di conferma, l’operatore telefonico informa il cliente finale circa le finalità della registrazione specificando che in caso di rifiuto il cliente medesimo non potrà fruire delle procedure di gestione dei reclami per contratti non richiesti di cui alla Parte III della presente deliberazione.

5.5 Qualora il cliente non rilasci il proprio consenso alla registrazione della chiamata di conferma o il cliente non risulti rintracciabile dopo almeno 5 tentativi di contatto telefonico, il venditore provvede comunque a documentare il rispetto di quanto previsto al comma 5.3, lettere a) e b).

Premesso ciò l’utente danneggiato come si può difendere?

L’Autorità ha la soluzione anche per questo. Nello specifico agli artt.6-7-9 (riportati di seguito) la stessa elenca le modalità in cui si deve svolgere l’azione di “impugnazione” da parte del cliente finale:

6.1 Il cliente che ritenga di essere stato oggetto di un contratto o di una attivazione non richiesta, fatto salvo quanto previsto all’articolo 5, comma 5.4, può inviare, direttamente o tramite un rappresentante legale o un’associazione di consumatori, un reclamo per contratto non richiesto al venditore non richiesto immediatamente dopo aver avuto conoscenza del contratto o dell’attivazione non richiesta e comunque non più tardi di 30 giorni solari dalla data in cui ne ha avuto conoscenza. L’invio del reclamo per contratto non richiesto ai sensi del presente articolo 6 è, per il cliente, condizione necessaria per accedere alla procedura di ripristino di cui alla successiva Parte IV.
6.2 Ai fini del presente provvedimento, la data in cui il cliente ha avuto conoscenza del contratto o dell’attivazione non richiesta è:
a) il decimo giorno solare successivo alla data in cui il venditore ha consegnato la lettera di conferma di cui all’articolo 5, comma 5.1, lettera a), al vettore incaricato della consegna al cliente finale;
b) in alternativa a quanto indicato alla precedente lettera a), la data della chiamata di conferma di cui all’articolo 5, comma 5.1, lettera b);
c) qualora la lettera di conferma non risulti inviata o la chiamata di conferma non risulti essere stata effettuata, la data di scadenza del pagamento della prima bolletta emessa dal venditore non richiesto.
6.3 Il reclamo per contratto non richiesto deve essere completo di copia della documentazione attestante la data di conoscenza del contratto non richiesto o dell’attivazione non richiesta, come definita al precedente comma 6.2.

La risposta al reclamo per contratto non richiesto viene fornita dal venditore in conformità a quanto previsto dal TIQV.
7.2 Il venditore, qualora ritenga di non dover accogliere il reclamo per contratto non richiesto, invia risposta motivata al cliente finale e contestualmente invia allo Sportello per il consumatore di energia, secondo le modalità indicate al successivo articolo 8, comma 8.1, la seguente documentazione:
a) la risposta motivata al reclamo per contratto non richiesto in copia integrale;
b) gli allegati attestanti l’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 5;
c) copia del reclamo per contratto non richiesto del cliente.
7.3 In caso di reclamo per contratto non richiesto di cui all’articolo 6, il venditore non può effettuare la richiesta di sospensione della fornitura ai sensi del TIMOE o la richiesta di chiusura del punto di riconsegna per sospensione della fornitura per morosità ai sensi del TIMG fino alla definizione della controversia.

9.1 Lo Sportello, qualora riceva un reclamo con il quale un cliente finale segnala di non aver ricevuto dal venditore alcuna risposta al proprio reclamo conforme all’articolo 6 per contratto non richiesto entro i termini previsti dal TIQV, accerta di non aver ricevuto dal venditore la documentazione di cui all’articolo 7, comma 7.2 e applica la procedura di cui all’articolo 8, comma 8.2.
9.2 Lo Sportello, qualora riceva un reclamo con il quale un cliente finale segnala di aver ricevuto dal venditore una risposta di rigetto del proprio reclamo per contratto non richiesto che ritiene non motivata, accerta di non aver ricevuto dal venditore la documentazione di cui all’articolo 7, comma 7.2 e applica la procedura di cui al precedente articolo 8, comma 8.2 ovvero, qualora ne sussistano i presupposti, la procedura di cui al precedente articolo 8, comma 8.3.

L’art. 8 invece delinea gli obblighi in capo alla società di vendita, in caso di ricevimento del reclamo da parte del cliente finale, che di seguito riportiamo:

Il venditore invia allo Sportello la documentazione di cui all’ articolo 7, comma 7.2, specificando:
a) nell’oggetto: “Risposta a reclamo per contratto non richiesto”;
b) se l’attivazione non richiesta è già stata effettuata e, in caso affermativo, la data dell’attivazione medesima;
c) se ha aderito o non ha aderito alle procedure di ripristino di cui alla successiva Parte IV.
8.2 Lo Sportello, nel caso in cui la comunicazione ricevuta ai sensi del precedente comma 8.1 non contenga copia della documentazione di cui all’articolo 7, comma 7.2, o contenga documentazione non idonea ad attestare la conformità agli obblighi di cui all’articolo 5, o contenga documentazione completa ma non si verifichi almeno una delle condizioni di cui all’articolo 8, comma 8.4, entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione medesima:
a) comunica al cliente finale e al venditore che non sussistono ai sensi della presente delibera gli elementi per il rigetto del reclamo per contratto non richiesto da parte del venditore;
b) indica al venditore che deve adempiere agli obblighi posti a suo carico dal TIQV;
c) indica al venditore, qualora quest’ultimo abbia aderito alla procedura di ripristino, di attivare la procedura di ripristino di cui alla successiva Parte IV;
d) informa il cliente finale che resta comunque salva la sua facoltà di rivolgersi alla magistratura ordinaria per l’eventuale esercizio delle ulteriori azioni previste dall’ordinamento.
8.3 Qualora la documentazione ricevuta ai sensi dell’articolo 7, comma 7.2 dal venditore risulti completa e si verifichi una delle condizioni di cui al comma 8.4, lo Sportello, entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 8.1, comunica:
a) al cliente finale e al venditore che non sussistono ai sensi della presente delibera gli elementi per ritenere che il reclamo per contratto non richiesto risulti fondato anche ai fini dell’avvio della procedura di ripristino di cui alla successiva Parte IV;
b) al cliente finale che resta comunque salva la sua facoltà di rivolgersi alla magistratura ordinaria per l’eventuale esercizio delle ulteriori azioni previste dall’ordinamento.
8.4 Lo Sportello invia la comunicazione di cui al comma 8.3 se si verifica una delle seguenti condizioni:
a) nel caso il venditore abbia effettuato la chiamata di conferma, che sia documentata la volontà espressa del cliente a stipulare il contratto in base all’adempimento di quanto previsto all’articolo 5, comma 5.3;
b) nel caso il venditore abbia effettuato la chiamata di conferma ed il cliente finale non abbia rilasciato il proprio consenso alla registrazione, che sia documentato che il venditore ha adempiuto a quanto previsto all’articolo 5, comma 5.4;
c) nel caso il venditore abbia effettuato i tentativi di chiamata di conferma, e il cliente finale non risulti rintracciabile, che il venditore abbia adempiuto a quanto previsto all’articolo 5, comma 5.5 e dimostri che i tentativi siano stati effettuati nelle fasce di reperibilità indicate dal cliente finale al momento della comunicazione del numero telefonico;
d) nel caso il venditore abbia inviato la lettera di conferma di cui all’articolo 5, comma 5.2, che il venditore dimostri che il reclamo per contratto non richiesto non è stato presentato nei termini di cui all’articolo 6, comma 6.1.

Vediamo ora in che cosa consiste la procedura di ripristino citata nell’art. 6.1 della Delibera.

In termini semplici la procedura di ripristino permette al cliente finale di tornare ad essere fornito dal suo precedente fornitore. Come? Innanzitutto il “venditore non richiesto” deve aver aderito alla procedura di ripristino dandone comunicazione all’Autorità e l’adesione vincola ciascun venditore all’applicazione delle procedure di cui alla Parte IV della Delibera per almeno due anni qualora si verifichi una delle due condizioni:
a) l’accoglimento del reclamo per contratto non richiesto da parte del venditore non richiesto;
b) la comunicazione di cui all’articolo 8, comma 8.2 da parte dello Sportello.                                                                                                               L’Autorità pubblica sul proprio sito internet l’elenco dei venditori che aderiscono alla procedura di ripristino, e ne cura l’aggiornamento in base alle comunicazioni degli esercenti.

Nell’art.11 della delibera sono elencati i vari step da seguire che elenchiamo di seguito:

11.1 La procedura di ripristino di cui al presente articolo si applica nel caso in cui il venditore non richiesto vi abbia aderito ai sensi dell’articolo 10, comma 10.1.
11.2 Nel caso di punti di prelievo di energia elettrica:
i. qualora il venditore non richiesto abbia già effettuato una richiesta di switching ai sensi dell’Allegato A alla deliberazione 487/2015/R/eel, la procedura di ripristino consta dei seguenti passaggi:
a) il venditore non richiesto comunica al SII la risoluzione del contratto di vendita (specificando che è dovuta ad un contratto non richiesto), ai sensi dell’articolo 4 dell’Allegato B alla deliberazione 487/2015/R/eel, entro 3 giorni lavorativi dall’accoglimento del reclamo per contratto non richiesto o dalla comunicazione di cui all’articolo 8, comma 8.2 da parte dello Sportello;
b) il venditore non richiesto comunica al venditore precedente i dati di cui all’articolo 4, comma 4.2, lettere a) e b) dell’Allegato A alla deliberazione 487/2015/R/eel relativi al cliente finale oggetto del contratto non richiesto e la prima data utile a partire dalla quale non sarà più fornitore per il punto di prelievo, così determinata:
1. se la comunicazione avviene entro il 10 del mese m, la data sarà posta pari al primo del mese m+1.
2. se la comunicazione avviene oltre il 10 del mese m, la data sarà posta pari al primo del mese m+2.
La comunicazione di cui alla presente lettera b) deve avvenire utilizzando il canale di posta elettronica certificata, entro il medesimo termine di cui alla precedente lettera a).
c) ad eccezione di quanto previsto all’articolo 13, il venditore precedente, se diverso dall’esercente la maggior tutela, effettua una richiesta di switching ai sensi dell’Allegato A alla deliberazione 487/2015/R/eel. In tale richiesta la data di effetto dello switching deve corrispondere alla prima data utile così come indicata alla precedente lettera b); la richiesta di switching deve essere effettuata entro il sesto giorno lavorativo successivo al 10 del mese antecedente la data di effetto.
Qualora il venditore non richiesto non abbia ancora effettuato una richiesta di switching ai sensi dell’Allegato A alla deliberazione 487/2015/R/eel, ma abbia già comunicato il recesso del cliente finale al venditore precedente ai sensi della deliberazione 144/07, la procedura di ripristino consta dei seguenti passaggi:
a) il venditore non richiesto comunica al venditore precedente che il recesso è stato erroneamente trasmesso;
b) il venditore precedente annulla l’eventuale comunicazione di risoluzione contrattuale effettuata.
11.3 Nel caso di punti di riconsegna del gas naturale:
qualora il venditore non richiesto abbia già effettuato una richiesta di accesso per sostituzione ai sensi della deliberazione n. 138/04, la procedura di ripristino consta dei seguenti passaggi:
a) il venditore non richiesto comunica all’impresa di distribuzione la cessazione amministrativa (specificando che è dovuta ad un contratto non richiesto) ai sensi dell’articolo 16 della deliberazione 138/04, entro 3 giorni lavorativi dall’accoglimento del reclamo per contratto non richiesto o dalla comunicazione di cui all’articolo 8, comma 8.2 da parte dello Sportello;
b) il venditore non richiesto comunica al venditore precedente i dati di cui all’articolo 14, comma 14.4 della deliberazione 138/04 relativi al cliente finale oggetto del contratto non richiesto e la prima data utile a partire dalla quale non sarà più utente della distribuzione per il punto di riconsegna, così determinata:
1. se la comunicazione avviene entro il terzo giorno lavorativo antecedente il 10 del mese m, la data sarà posta pari al primo del mese m+1.
2. se la comunicazione avviene dopo il terzo giorno lavorativo antecedente il 10 del mese m, la data sarà posta pari al primo del mese m+2.
La comunicazione di cui alla presente lettera b) deve avvenire utilizzando il canale di posta elettronica certificata, entro il medesimo termine di cui alla precedente lettera a).
c) ad eccezione di quanto previsto all’articolo 13, il venditore precedente effettua una richiesta di accesso per sostituzione ai sensi della deliberazione 138/04. In tale richiesta la data di effetto dell’accesso per sostituzione deve corrispondere alla prima data utile così come indicata alla precedente lettera b); la richiesta di switching deve essere effettuata entro 3 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione da parte del venditore non richiesto.
ii. qualora il venditore non richiesto non abbia ancora effettuato una richiesta di accesso per sostituzione ai sensi della deliberazione 138/04, ma abbia già comunicato il recesso del cliente finale al venditore precedente ai sensi della deliberazione 144/07, la procedura di ripristino consta dei seguenti passaggi:
a) il venditore non richiesto comunica al venditore precedente che il recesso è stato erroneamente trasmesso;
b) il venditore precedente annulla l’eventuale comunicazione di cessazione amministrativa effettuata.
11.4 Nei casi in cui, a seguito di non ammissibilità della richiesta di switching o di errori materiali o incompletezza della richiesta di accesso, il venditore precedente non proceda alla riformulazione, alla rettifica o al completamento entro i tempi rispettivamente previsti dell’Allegato A alla deliberazione 487/2015/R/eel e dalla deliberazione 138/04, il SII e l’impresa di distribuzione ne danno immediata comunicazione all’Autorità.

Detto ciò, andiamo al punto caldo della questione. Nel periodo cosiddetto “transitorio” tra una fornitura ed un altra come vengono gestiti i pagamenti addebitati nelle fatture? L’Autorità ha disciplinato anche questo aspetto nell’art.12 che di seguito riportiamo:

12.1 Nei casi di cui all’articolo 11, comma 11.1, il venditore non richiesto storna le fatture eventualmente emesse nei confronti del cliente finale e procede ad applicare ai prelievi relativi al periodo in cui l’attivazione non richiesta ha avuto luogo:
a) per le forniture di energia elettrica, per ogni mese e ogni fascia oraria del periodo in cui ha avuto luogo l’attivazione non richiesta, le condizioni economiche applicate ai clienti in maggior tutela di cui all’articolo 7, comma 7.1 del TIV aventi le medesime caratteristiche del cliente oggetto di contratto non richiesto, ad esclusione del corrispettivo PCV relativo alla commercializzazione della vendita al dettaglio;
b) per le forniture di gas naturale, per ogni mese del periodo in cui ha avuto luogo l’attivazione non richiesta, le condizioni economiche previste per i clienti del servizio di tutela di cui all’articolo 5, comma 5.1 del TIVG ad esclusione della componente QVD relativa alla commercializzazione della vendita al dettaglio.

Infine la società di vendita rientrata nella titolarità dell’utenza deve applicare le stesse condizioni economiche e contrattuali previste dal contratto precedente alla data di attivazione non richiesta e non applicare nessun onere aggiuntivo alla esecuzione del contratto (art. 13)

Ora in conclusione elencheremo una serie di accortezze che , in assenza delle quali, potrebbe facilitare, da parte di società di vendita che usano queste pratiche commerciali scorrette,  l’acquisizione non autorizzata di un utenza di gas o energia elettrica:

a) nel caso incontriate un venditore porta a porta non date mai dati sensibili della vostra utenza (C.F./P-IVA ; POD/PDR) e non mostrategli la fattura del vostro attuale fornitore.                                                                                                                                                                                                   b) nel caso di telemarketing, non rivelate i dati sopra citati e cercate di concludere la chiamata il più velocemente possibile.

Alleghiamo il file .pdf dove troverete la Delibera dell’Autorità integrale, riportata in questo articolo solamente in parte.

 

contratti non richiesti