Farmaci: i singoli stati che impongono i prezzi ostacolano la libera circolazione

Farmaci: i singoli stati che impongono i prezzi ostacolano la libera circolazione

Corte di Giustizia UE, sentenza 19/10/2016 n° C-148/15.

 

Per il diritto dell’Unione Europea la libera determinazione dei prezzi è essenziale per garantire la circolazione delle merci.

Questo principio vale anche per i farmaci? La previsione di prezzi imposti dagli Stati membri può ostacolare la libera circolazione dei farmaci?

A questa domanda risponde la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Sezione Prima, con la sentenza 19 ottobre 2016.

Per il diritto dell’Unione Europea la libera determinazione dei prezzi è essenziale per garantire la circolazione delle merci e tale considerazione si applica anche per i farmaci, ostacolando la previsione di prezzi imposti dagli Stati membri la libera circolazione delle merci, uno degli elementi fondanti ab origine la politica comunitaria. La libera circolazione delle merci è un principio fondamentale del Trattato FUE che trova la sua espressione nel divieto, sancito all’articolo 34 TFUE, delle restrizioni quantitative all’importazione tra gli Stati membri nonché di ogni misura di effetto equivalente

Si è trattato quindi di analizzare la normativa nazionale (nello specifico un caso tedesco) e la libertà di fissare prezzi da parte delle farmacie nei farmaci ad uso umano soggetti a prescrizione medica, laddove la fissazione uniforme del prezzi si sostanziasse in una restrizione quantitativa al sistema delle importazioni/esportazioni. In particolare il Giudice di prime cure ha statuito come il sistema di bonus esistente violi le disposizioni nazionali rilevanti, non solo quando un farmacista vende un medicinale il cui prezzo è imposto ad un prezzo diverso rispetto a quello che deve essere fatturato secondo il regolamento sui prezzi dei medicinali, ma anche quando, parallelamente all’acquisto del medicinale al prezzo imposto, al cliente vengono concessi vantaggi che gli fanno apparire l’acquisto come economicamente più vantaggioso. A quel punto il Giudice del rinvio si è chiesto se, in una situazione come quella della fattispecie in esame, l’articolo 78, paragrafo 1, della legge sui medicinali tedesca, tanto nella sua versione originale quanto nella sua versione modificata, configurasse una restrizione vietata in forza dell’articolo 34 TFUE, e si è posto un secondo problema, se la fissazione di prezzi imposti per i medicinali soggetti a prescrizione assicuri un approvvigionamento uniforme della popolazione su tutto il territorio in medicinali soggetti a prescrizione.

In particolare:

1) L’articolo 34 TFUE deve essere interpretato nel senso che una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che prevede la fissazione di prezzi uniformi per la vendita da parte delle farmacie di medicinali per uso umano soggetti a prescrizione, configura una misura di effetto equivalente a una restrizione quantitativa all’importazione ai sensi di detto articolo, dal momento che tale normativa incide maggiormente sulla vendita di medicinali soggetti a prescrizione da parte di farmacie stabilite in altri Stati membri rispetto alla vendita di tali medicinali da parte di farmacie stabilite nel territorio nazionale.

2) L’articolo 36 TFUE deve essere interpretato nel senso che una normativa nazionale, come quella di cui al procedimento principale, che prevede la fissazione di prezzi uniformi per la vendita da parte delle farmacie di medicinali per uso umano soggetti a prescrizione, non può essere giustificata alla luce dell’obiettivo della tutela della salute e della vita delle persone, ai sensi di detto articolo, dal momento che tale normativa non è idonea a conseguire gli obiettivi perseguiti.